Maria Lai

Libro scalpo, 1978

Maria Lai nasce il 27 Settembre 1919 a Ulassai.

 

All’età di tre anni i genitori decidono di affidarla agli zii a causa della sua salute cagionevole, e Maria resterà con loro fino all’età di nove anni. Dopo un breve rientro a Ulassai, si trasferisce a Cagliari dove studia in Collegio con la sorella Giuliana. Nel 1932 si iscrive all’Istituto Magistrale, dove avrà come docente Salvatore Cambosu, con il quale instaurerà un profondo e duraturo rapporto di amicizia. Nel 1939 decide di stabilirsi a Roma per studiare al Liceo Artistico, dove segue le lezioni di Marino Mazzacurati. Nel 1943, a causa della guerra decide di lasciare Roma, e si trasferisce a Venezia per frequentare l’Accademia di Belle Arti con Arturo Martini. Nel 1945 fugge precipitosamente da Venezia e dopo un breve periodo a Verona torna in Sardegna; a Cagliari dall’anno successivo insegna all’Istituto Tecnico femminile fino al 1949. Espone diverse volte a Cagliari e poi, nel 1957 espone alla Galleria L’Obelisco di Roma a cura di Marcello Venturoli. Fino al 1961 riceverà notevoli successi e riconoscimenti sia a Roma che in Sardegna.

Per circa dieci anni ci sarà una fase di silenzio, continua a vivere a Roma ma si rifiuta di esporre nonostante i continui stimoli di Marcello Venturoli, grande estimatore del suo lavoro. Nel 1971 espone e Roma alla Galleria Schneider a cura di Venturoli diversi telai. Ricomincia ora una fase molto prolifica per la sua arte, espone in diversi musei e gallerie e alla Biennale di Venezia in una collettiva curata da Mirella Bentivoglio. Nel 1981 si svolge a Ulassai “Legarsi alla montagna”, la performance collettiva per la quale è oggi più nota.

Dal 2002 realizza diversi interventi sul territorio di Ulassai : “I pensieri sull’arte”, “Il muro del groviglio” (2004) e “La casa delle inquietudini” (2005). Nel 2004 le viene conferita la laurea honoris causa in Lettere all’Università degli Studi di Cagliari per il tratto fortemente narrativo e concettuale della sua opera, che si realizza però con tecniche tradizionali, arcaiche. L’8 luglio 2006 viene inaugurato nei vecchi caseggiati dell’ex stazione di Ulassai il Museo di Arte Contemporanea, la Stazione dell’arte, con la donazione di circa 140 opere da parte dell’artista, fra le più significative del suo percorso. Del 2009 è “La cattura dell’ala di vento” al parco eolico di Ulassai. Nel 2011 vince il prestigioso “Premio Camera dei Deputati per il 150° dell’Unità d’Italia” con l’opera “Orme di leggi”. Nel 2012 partecipa con uno spazio tutto suo a Pulse “Fiera Internazionale d’arte Contemporanea” a Miami.

 

Muore a Cardedu il 16 aprile del 2013.

 

Da “La ricerca della forma assoluta”,  M.D. Picciau

Il mare ha bisogno di fichi - Goethe, 1996

Diario intimo, 1977

Libro cucito. Carta e filo, 1979